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Maschere

MASCHERE
si tratta dei più noti "tipi", "maschere" e "sottomaschere" provenienti dalla Commedia Dell'Arte, teatro d'attore, burattini e marionette

Balanzone - Bologna
Di aspetto gaudente e fisico robusto per non dire grasso, come "grassa" è la sua Bologna, egli rappresenta la più antica Università che ha procurato alla città l'appellativo di "dotta". Il personaggio approdato al mondo dei burattini provenendo dalla Commedia dell'Arte sotto le spoglie di: Dottor Violoni detto Forbizzone, Graziano delle Cotiche, Scarpazzone, Campanari, Scatolone, Spaccastrumolo, Bombardone. Balanzone deriva da "bala" (dialettale: menzogna) o da "balanza" (dialettale: grande bilancia), simbolo della giustizia, e dei suoi studi in legge.
Fagiolino - Bologna
Nasce burattino, definito nelle sue caratteristiche dai Maestri burattinai Cavallazzi (prima) e Cuccoli (poi); rappresenta il monello dei bassifondi della Bologna ottocentesca, sempre affamato, sporco e lacero. Il nome può derivare da "faggio" (il legno del suo bastone) o da "fagiolo", il legume troppo spesso presente sulle mense povere del popolo. Isabella è sua moglie che lui chiama, con affettuosa insolenza,"Brisabella" (non bella in vernacolo petroniano).
Sganapino - Bologna
Il nome per esteso è Sganapino Posapiano Squizzagnocchi o Magnazza. Nasce nel 1877 dalla fantasia del giovane burattinaio Augusto Galli (apprendista di Angelo Cuccoli). Il suo ruolo è quello di spalla di Fagiolino, ma apprezzato per la sua semplicità e simpatia, diverrà ben presto protagonista del casotto dei burattini; è un tipo ingenuo e casalingo e perciò si difende con la "granè" scopa che chiama in confidenza Carolina. Sganapino può derivare dalla storpiatura del dialettale "canapia" (il lungo naso che si ritrova) oppure dall'antico "sganapèr" (divorare voracemente).
Flemma - Bologna
Burattino bolognese cosiddetto "minore", di indole placida e rilassata (anche troppo) nasce nel 1875 da Angelo Cuccoli con l'intento di prolungare la durata delle commedie e delle farse, visto che questo personaggio (da qui il nome) parla molto lentamente, in modo cantilenante con voce fioca e nasale, quasi piagnucoloso. Scapolone ad oltranza, vive con la vecchia mamma che lo nutre a base di castagnacci di cui è ghiottissimo. Lo vediamo agire principalmente come sarto o beccamorto.
Isabella - Bologna
Non è un segreto tutti i principali caratteri del casotto, hanno delle compagne: di tutte questa è certo la più nota. Trattasi della moglie di Fagiolino che lui conquista con un'improbabile serenata dove l'Amore viene ben miscelato alla Fame atavica che da sempre lo accompagna. Trascorso un lungo fidanzamento si sposano. Rappresenta la popolana reggitrice del focolare domestico, vorrebbe fare la gran signora, e invece si sa distinguere solo alle prese con tagliere  e mattarello, Isabella è infatti una sfoglina modello.
Sandrone - Modena
Simpatica maschera ispirata al tipo del contadino grossolano e ignorante, ma naturalmente astuto; le sue origini sono attribuite al burattinaio modenese Luigi Campogalliani vissuto fra il '600 e il '700, anche se un antico almanacco edito a Reggio Emilia riporta notizia di un tale “Sandron Zigolla da Ruvalta” facendo supporre la provenienza della maschera da quella città. Assieme alla moglie “Pulonia” e al figlio “Sgorghiguel” formano la “Famiglia Pavironica”.
Lazzarone - San Lazzaro di Savena, Bologna
È un quindicenne dei primi del Novecento, nato a San Lazzaro (paesino, divenuto ora città, alle porte di Bologna). La maschera è nata nel 2001 da un'idea del Comune e inventata totalmente dai bambini delle scuole elementari coordinati da Riccardo Pazzaglia che, oltre a dare vita al burattino, lo ha impersonato durante il Carnevale. Il nome, oltre ad avere assonanza con quello della sua città, è un aggettivo dialettale usato bonariamente per indicare i monelli in genere. Ha poca voglia di studiare, sempre pronto a fare marachelle, è molto curioso, per questo ha l'abitudine di fare schizzi e prendere appunti di ciò che vede e sente; frequentatore assiduo della famosa fiera locale.
Pulcinella - Napoli
Il prominente naso adunco e la voce stridula e nasale possono aver dato origine al suo nome (Pulcino, poi divenuto Pollicino, quindi Polliciniello ed infine Pulcinella); molti attori e burattinai, per rendere la voce più chiocciante e fessa usavano un arnese simile ad ancia di strumento a fiato detto "sgherlo" o "pivetta". Pulcinella ha un carattere psicologicamente articolato: può essere servo sciocco e insensato ma con arguzia e concezione filosofica della vita tipicamente popolare; sa essere di grande vitalità fantastica mescolata ad inquietudine, stupore e tristezza inconsolabile.
Pantalone - Venezia
Con Balanzone e Tartaglia fa parte dei “Vecchi” della commedia dell'Arte; anziano mercante della Repubblica Serenissima il suo nome può derivare dall'usanza dei mercanti veneziani di conquistare territori piantandovi le insegne con l’effige del leone di San Marco (pianta leoni). Avido e avaro, lussurioso e pedante, promosso poi da Goldoni ad anziano saggio e scrupoloso che però non disdegna le profferte amorose di giovani donne.

Brighella - Bergamo
Proveniente dalla Commedia dell’Arte, prima di affacciarsi al boccascena dei burattini è Primo Zanni o servo furbo sul palcoscenico; ma per Goldoni sarà, nel Teatro veneziano, mercante, intrallazzatore, faccendiere, e rimarrà tale fino ad oggi; a volte cuoco o locandiere ma maggiormente un trafficone o servitore accorto ed attaccato all’ interesse pecuniario fino a diventare assassino su commissione. La tradizione italiana lo vuole nativo di Bergamo Alta (patria dei furbi). L’etimologia del nome deriva de “brigar” (litigare) o da “desbrigar” (sbrigare faccende).
Arlecchino - Bergamo
L'origine di questa maschera è la sovrapposizione di svariate credenze e tradizioni. Le molteplici culture la fanno derivare sia dalla figura dello “Zanni”, sia dalla figura del demone buffone, tipico delle leggende del Nord-Europa; Hellequin e Herleking sono alcuni esempi di nomi attribuiti al capo dei cortei celesti di quella caccia selvaggia (wilde-jagd) terrore delle notti invernali delle popolazioni del Nord. La tradizione italiana lo vuole nativo di Bergamo Bassa (patria degli sciocchi). Le peculiarità di Arlecchino nel settecento divennero l'allegria, la perspicacia anche se velata da un po' d'ingenuità, la grande agilità di movimenti e una fame atavica.
Colombina - Venezia
Questa è di certo la più famosa delle servette, a volte fidanzata di Arlecchino. Intrigante favoreggiatrice o protagonista di storie d'amore, riesce sempre a trarre d’impaccio lei o la sua padroncina alla quale è fedelissima. Bellezza e astuzia sono le armi affilate di una povera cameriera sola in un mondo di uomini che dettano legge.
Meneghino - Milano
Di carattere estroverso, molto versatile si adatta ad interpretare diversi ruoli. L’origine del nome è incerta noi prediligiamo quella più popolare vuole che Meneghino sia una contrazione di Domenichino termine usato per definire i servi assunti solo per la giornata di domenica (usanza tipica milanese). Nato alla fine del ‘600 dal poeta milanese Carlo Maria Maggi; Meneghino ha anche il cognome, Pecenna, che in dialetto milanesesignifica “pettinare” con probabile riferimento di pettinare e strigliare gli aristocratici e il potere con la sua satira tagliente.
Rugantino - Roma
Maschera e burattino propri del teatro romanesco, il suo nome viene da “ruganza” (arroganza); prepotente e attaccabrighe, qualche volta lo troviamo a capo delle guardie del Bargello, dove non esita ad arrestare qualche innocente per dimostrare la propria forza.Se la prende sempre coi più deboli e fugge davanti ai più forti, coprendosi di ridicolo e finendo, a volte, nelle acque del Tevere, per mano del popolo che lo schernisce.
Capitan Fracassa - Napoli
Tartaglia - Verona
Di origine veronese, fu popolarissimo a Napoli. È una maschera della Commedia dell'Arte, affine a quella del dottore, dalla quale deriva. Rappresenta infatti un’alternativa al “vecchio”. Il personaggio si appoggia su due cardini comici antichissimi quali la balbuzie, da cui deriva il nome e una forte miopia sottolineata da grandi occhiali da cui non può separarsi. Può ricoprire diverse parti quali: notaio, farmacista, regio messaggero, ecc.

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