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Appello 2009

APPELLO PUBBLICO PER UN TEATRO STABILE A BOLOGNA
15 Maggio 2009 Sala del Consiglio del Quartiere S.Stefano Bologna

Conferenza stampa indetta dalla Compagnia Burattini di Riccardo per ribadire l’importanza di una tradizione legata alla nostra città e per formulare pubblicamente un preciso appello a tutti i candidati alla carica di Sindaco del Comune di Bologna.

Il  largo consenso ottenuto durante le mostre realizzate nell’ultimo triennio  presso le Sale Museali del Baraccano, al quartiere Santo Stefano, unitamente al grande successo della recente esperienza negli Stati Uniti, dove abbiamo verificato un rilevante interesse per l’argomento, ci hanno dato modo, per l’ennesima volta, di riscontrare l’importanza, l’unicità e l’assoluta originalità del nostro patrimonio culturale dell’arte burattinaia. È proprio per questo interesse comune nei confronti del teatro di figura e della sua storia dimostrato dal pubblico italiano e statunitense, che si rende quanto mai necessaria la concretizzazione dell’idea di destinare uno spazio permanentemente per i burattini, che consenta di renderli fruibili da parte della cittadinanza, idea ormai da troppo tempo veicolata a parole tra pubblico, operatori ed istituzioni, che non ha mai preso corpo in modo efficace  nella  città, la quale si trova, dunque, ancora priva di un luogo idoneo adibito alla salvaguardia ed alla divulgazione di questo aspetto della cultura popolare che fortemente caratterizza l’identità petroniana.

Perché dovremmo trovarci fra qualche tempo ad interrogarci sulle ragioni per le quali una delle nostre preziose tradizioni popolari sia  scomparsa o si sia  trasferita in altre terre?

Troppe volte, in passato, ho sentito il maestro Demetrio Presini supplicare pubblicamente di non chiudere il teatro stabile dei burattini, che era ospitato nei locali dell’ex Sala Borsa, e troppe altre volte l’ho sentito richiedere a gran voce nuovi spazi, dopo l’inesorabile chiusura.
Ora Presini non c’è più; tutto il patrimonio storico dell’ultimo burattinaio di piazza è stato raccolto da me, che sono il suo ultimo allievo, e da mia moglie Milena Fantuzzi,  con l’intento di renderne almeno visibile tutta la produzione artistica ed il materiale. Questo  nostro proposito è stato chiaramente espresso nell’ultima esposizione al Baraccano, dedicata alla figura e all’opera del maestro. Giunti al martedì grasso del 2009, trascorso il periodo prestabilito, la mostra è stata ovviamente rimossa per ospitare nuovi eventi. Quella del Baraccano è stata, oltre che davvero una bella occasione, un’opportunità importante per comprendere quanto manchi una continuità finalizzata a soddisfare l’esigenza di un pubblico che più volte ci ha espressamente richiesto in quali luoghi, a Bologna,  avrebbe potuto recarsi per vedere i burattini, riprendendoci addirittura per un nostro mancato intervento vòlto a sollecitare le istituzioni in questo senso. È anche questa una delle

motivazioni che ci ha portato qui oggi: rendere pubblica questa nostra richiesta che, come già detto, è frutto di una situazione stagnante da tempo.
Rivolgendomi alle Istituzioni, sottolineo che l’esigenza della creazione di un polo che rivaluti la figura del burattino bolognese è dettata anche dal fatto che, tranne qualche sporadica, interessante iniziativa, i burattini incontrano enormi difficoltà ad essere inseriti in programmazioni ad ampio raggio, come quella, per esempio dell’intrattenimento spettacolare dell’estate bolognese. Per una città come la nostra è sicuramente bellissimo e lusinghiero programmare l’esibizione di artisti già affermati a livello internazionale, ma a quale costo? E quanto è deprimente e riduttivo per i burattinai essere interpellati e sentirsi rivalutati solamente quando i fondi da investire per la cultura sono scarsi, se non nulli?
Questo mio appello è a difesa di tutti gli artisti locali che auspicherebbero, da parte della propria città, un interesse ed un coinvolgimento costruttivo, sia per poter offrire al pubblico di fruire di più ampie opportunità  di intrattenimento, sia per poter valorizzare gli artisti operanti sul territorio e la conseguente salvaguardia della  nostra cultura.

Cosa chiediamo?
Appellandoci a tutti i candidati sindaci di Bologna e, di conseguenza, a tutte le potenziali future giunte, chiediamo un locale, nel centro storico di Bologna, da adibire a sala-teatro per la rappresentazione di spettacoli di burattini, con la possibilità di esporre, anche solo in piccola parte, la nostra collezione in modo permanente e per allestire una vera e propria aula didattica, creando un circuito propedeutico alle visite delle scolaresche, nonché per l’eventuale realizzazione di corsi di formazione per aspiranti burattinai. Siamo convinti che questo polo potrebbe diventare la “casa dei burattini bolognesi” che svolgerebbe molteplici funzioni: ne difenderebbe l’integrità artistica, storica e qualitativa, ne promuoverebbe la conoscenza dando forza alla ricerca e alla conservazione del patrimonio storico-popolare locale, fornirebbe svago e approfondimento per i cittadini di ogni età, condizione sociale e provenienza etnica (eterogeneità che, di fatto, già caratterizza il pubblico dei nostri spettacoli). Usi e costumi della storia cittadina, incluso il dialetto, sarebbero valorizzati e diffusi grazie all’opera dei burattini.

Con questo nostro progetto non intendiamo ignorare le altre importanti realtà già esistenti sul territorio provinciale e regionale, ma far sì che Bologna possa riappropriarsi del primato che ha rappresentato nei secoli relativamente all’arte burattinaia, arte che altrove emerge a livello museale.
Esperienze di questo tipo, infatti sono state realizzate in molte città italiane (Parma, Mantova, Bergamo, Torino, a Napoli e in varie città della Sicilia) nonché europee (Lione, Monaco di Baviera,   Friburgo, Stoccolma, la morava Brno e la boema Chrudim).
Il  polo bolognese, che potrebbe essere definito l’ “accademia dei burattini bolognesi”, potrebbe configurarsi come  punto di riferimento volto a  creare una rete di interscambi culturali, per esempio per promuovere l’organizzazione di gite “fuori porta” allo scopo di far conoscere e approfondire l’identità dei vari musei presenti sul territorio circostante. L’ “accademia” del burattino si farebbe garante della difesa dell’autenticità storica e filologica di tutti quegli elementi atti a riconoscere l’identità del burattino bolognese.
È chiaro che tale progetto collocato in una degna struttura sarebbe per gli spettacoli un punto di riferimento per le famiglie mentre per la sua unicità e tipicità diventerebbe ben presto l’imperdibile tappa del turismo bolognese.


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